Tralasciando di proposito ogni discorso sul contenuto del monologo dell'altro giorno di Marco Paolini (da non venirne più fuori per la serietà), appunto invece una cosa sulla forma, un dettaglio che mi ha colpito. E' un dettaglio, davvero. Non ricordo di preciso il momento, ma a un certo punto parlando ha accennato qualcosa e ha detto "adesso ve ne parlo, di questo, ma prima…" e, stava camminando per la scena, si è diretto a un piccolo lavandino. Al muro c'era legato con una cordicella un bicchiere, non ricordo se di vetro o di ceramica, l'ha riempito con un po' d'acqua e ne ha bevuto un bel sorso. Ma poi, la cosa strabiliante: dopo aver bevuto non ha ripreso subito a parlare, no. Ha risciacquato il bicchiere, prima. Proprio come facciamo noi a casa, l'ha passato velocemente sotto un getto d'acqua e poi l'ha scrollato, prima di rimetterlo al suo posto. Solo dopo, ha ricominciato a parlare.
A me son venuti in mente quei programmi televisivi che hanno un nome terribile, varietà (come a dire: non sappiamo fare niente di preciso, troppo impegnativo, siete matti), quelli che vanno in prima serata su raiuno o canale cinque con Carlo Conti o Antonella Clerici che sorridono e gridano sempre, o robe del genere. Che a volte mettono in piedi assurde scenografie di polistirolo in mezzo allo studio, solo per fare tirare un rigore all'ospite calciatore o farlo cadere in una piscina di vernice o fargli fare due metri di corsa coi sacchi. E dopo i trenta secondi di gag la scenografia o è appunto stata distrutta dalla gag o comunque non serve più, e finirà la sera stessa nei container dietro i capannoni di cinecittà dove arriveranno i camion a portarli via. Il bicchiere, qui, sarebbe stato di plastica e, soprattutto, sarebbe stato gettato per terra, in attesa che venisse un tecnico non inquadrato a portarlo via.
A me è venuta in mente la differenza tra finto e vero, e mi è venuto in mente che non è giusto dire che la televisione è finta.
Vero è un attore che parla da un'ora e a un certo punto fa un occhiolino a Pirandello, esce temporaneamente dal ruolo ed esercita il sacrosanto diritto di avere la gola secca. Ed è così vero che nello spettatore non avviene nessun cortocircuito, ci arrangiamo piuttosto bene con il concetto di attore e quello di uomo, davvero. Gli fosse anche scappata la pipì l'avremmo aspettato tranquillamente, nessun problema.
Finto è il polistirolo, finti sono i cerchi sul pavimento per indicare dove mettere i piedi, finti sono i sorrisi che non fanno ridere.
La televisione, di suo, sa essere perfettamente vera. (E il teatro è comunque finto, poche storie, vero Gigi? Meno finto del cinema, ma comunque finto. Però è fatto apposta.) Solo che non la usano quasi mai per quello scopo. Come al solito: si fa un'invenzione, geniale, storica, innovativa, poi ci si abitua, la si manipola, la si storta, e la si continua a far passare per innovativa. Finchè non arriva qualcosa di davvero innovativo e li frega tutti.