Forse

Forse questo blog è giunto al termine delle sue possibilità. La sua vita, anche, per forza: è artificiale. Forse no. Forse c’è solo bisogno di cambiare aria, o grafica, o di lasciarlo riposare per un po’. In letargo. È bellissimo, il letargo, dopo che hai visto Bambi. Forse no. Forse, ad aspettare che le idee diventino chiare, non si schiariscono mai. Più si tenta di separare, di dire adesso faccio una cosa seria, o adesso faccio solo cazhttp://espertoseo.it/blog/esperto-seo-it-il-ritorno/93800zate, adesso sto al passo con la cronaca, o adesso sto un po’ strampalata, più si vuole razionalizzare più la mente si mischia, per dispetto. Forse la vita è tutto un dispetto. Dovrebbero scriverlo nei cioccolatini, ci starebbe bene. Forse, a continuare a prendere in giro i cioccolatini, finisce che diventi un ottimo autore di frasi per cioccolatini. Forse non bisognerebbe mai prendere in giro niente, per sicurezza.

Comunque qua, in teoria, si va in letargo. Poi, in teoria, se ne esce.
Intanto la chiusa mi viene così, non originale ma sempre efficace.

Qui non c’è più calma, settembre ci porterà via con sé.

(Verdena, 40 secondi di niente)

Acume

Ogni tanto verrebbe anche voglia di scrivere un bel post mordace su tutto e su tutti, sulla politica in particolare, per esorcizzare un po’ di schifo. ("Mordace" l’ho appena imparata, girovagavo tra i sinonimi di word col tasto destro.) Ma proprio di quelle discussioni violente di immediatezza che si fanno in autobus o in treno, commentando le notizie di quattro righe del metro, senza un minimo di rispetto per gli assenti, per i quotidiani a pagamento e per l’acume a cui una mente umana potrebbe mirare. Di quelli che questo problema? una bomba e via, tutto risolto.
Poi in realtà ci si ferma a meditare che forse non è il caso. Che un blog non è mica come facebook, che è un attimo che cambi lo stato, e guardi il video del tuo amico e due minuti dopo il video è già dimeticato perchè nel frattempo altri tredici amici hanno messo video, link e compagnia bella. Un blog è scritto e, cazzo, scripta manent. E se manent qualcosa di superficiale, sarà sempre superficiale, lì, scritto, a ricordarti di quanto sei stata superficiale quella volta. (Il blog non dimentica.) Facebook è decisamente più facile, si surfa in mille traiettorie ma tutte in superficie, come diceva il buon Baricco dei barbari. Per cui si capisce che attiri, è chiaro.
(Io invece finisco sempre a surfare su wikipedia, nonciclopedia e sveltopedia, su youtube e i maledetti "video correlati".)
Poi tutto questo ambaradam di presentazione non vuoldire per forza che sto per scrivere il post del secolo. Anzi. Ma neanche di troppo "mordace".
Solo stavo considerando che, a voler ben guardare, in questo periodo uno dovrebbe assumere mattino e sera integratori di Solidarietà bicarbonato, per soddisfare la necessità quotidiana. Solidarietà per Messina, solidarietà per l’Abruzzo (chè sta male abbandonare il vecchio bisognoso per il nuovo) e dunque anche per quel terremoto nel pacifico-non-ci-si-ricorda-bene-il-posto, solidarietà per Rosy Bindi, solidarietà per la Costituzione e quei pochi che ci credono, solidarietà per Santoro, per la Dandini, solidarietà per Falcone e Borsellino, e solidarietà anche per Cassano già che ci siamo, solidarietà solidarietà solidarietà. Te li devi scrivere su un biglietto se no dimentichi qualcuno.
(E in questo periodo i titoli mi vengono da schifo.)

la giostra

Dato che alla fine era inevitabile (mi conosco) che entrassi in quel casino che è facebook, l’ho fatto. Così, giusto per mostrare tutta la mia coerenza-di-predicazione scendere giù per il lavandino, mentre io rimango attaccata alla giostra dove si divertono tutti quanti.
Dicono che serve per cazzeggiare e farsi gli affari degli altri, due cose che -chissà com’è- riescono sempre bene a tutti.
Io dico che è una moda che i più interpretano come la conta di chi è più popolarfigo, e nel mentre mi maledico ancora per la storia del lavandino. (Per la conferma del fatto della moda secondo me basterà vedere il numero di commenti di questo post rispetto ai precedenti. Anche se in realtà dicendolo potrei aver rovinato l’esperimento.) Facciamo che invece la si può interpretare anche come un telescopio puntato al contrario, dallo spazio alla terra. Un’opera sociologica, insomma, un po’ più costruttiva di quello che sembra. (Poi sarò pallosa e antica, non lo so.)
Il blog mi rendo conto che è un po’, da un po’, rallentato, ma non è mica per questo. E’ l’ispirazione che manca. E poi, dico, "pochi ma buoni", no? I post, dico. Di certo blog-dolce-blog non muore, va bene così, luogo di solitudine (che poi è ancora libertà), identità non ufficiale (idem) e anche di tempo perso, sì, però pre-meditato e pro-meditatio.

traslocatio ad infinitum (che vuole ch’io faccia del suo latinorum, a volte ritornano)

E’ inutile, da quando ho abbandonato il mio alien planet (non ricordo esattamente perchè, e alla fine conoscendomi non è neanche detto che l’abbandono sia definitivo), non ho ancora trovato il locus iustus che non mi stanchi precocemente. Così sono tornata da Pannasmonatata’s che fa le cose bene, e ho scelto una cosa sobria e semplice, senza troppe balle, come si dice. (Vivo o morto o x l’ho sempre sentita un po’ mia, in effetti.)
La cosa è nata, suppongo, per il semplice fatto che dovrei studiare per l’orale di Introduzione alla medicina, e con la scusa che gli appunti sono multimediali (il prof ha messo su internet ciò che proiettava) io mi ritrovo su internet a fare tutt’altro che leggere quelle belle cose e interessanti e mai noiose che domani dovrei sapere. (Ma per l’orale di chimica di martedì non c’è problema, tutto cartaceo, domani passerò il pomeriggio alla scrivania, giurin giuretto.)
Intanto, per darew un tono pseudoculturale al post, riguardo tra gli altri questo, e mi trovo ad adorare Antonio Albanese, per me sconosciuto fino a non molto tempo fa, ma che fa veramente schiantare (lo schiantare intelligens, però.)

Svegliarsi con la luce è bello

Questa storia che per gli esami si sta a casa un mese e mezzo mi piace. Assai. (Il liceo mi manca sempre meno, ed è un buon segno.)
Poi mi piace anche la storia che il compitino di anatomia l’ho passato. Tra noi compagni è rimasto però un dubbio/quesito di carattere aritmetico: se per fare un apparato ci abbiamo messo due settimane, come faremo quando, a luglio, avremo si e no un mese per fare tutto il programma (che è almeno il triplo), e dovremo studiarlo anche bene perchè l’esame sarà orale? L’unica risposta che ci è venuta è stata di carattere filosofico: vivi il presente, attimo per attimo, non pensare oltre. (La filosofia serve sempre, qualcuno me l’aveva insegnato.)
Settimana prossima mi aspetta istologia, e, se l’ultima lezione è stata quasi commovente ripensando a tutte le ore passate in quell’aula troppo calda ad ascoltare un accento troppo strano e a scrivere troppe cose e troppo in fretta e aspettare la pausa troppo corta, io sto cominciando a preoccuparmi seriamente perchè le ghiandole del cazzo io sui vetrini non le so ancora riconoscere. Prego che mi capiti un tessuto muscolare striato, o magari una simpatica epidermide, potrei valutare l’ipotesi di un connettivo lasso o un’ossificazione indiretta, ma le ghiandole proprio no, per piacere.
(Il template è per l’ennesima volta cambiato, a immagine e somiglianza.)

metafisica

Molto probabilmente questa non è per niente la scoperta del secolo, lo so. Però è una figata pazzesca, e se l’ho scoperta solo adesso non me ne frega. Sto parlando del tasto Stamp R Sist che c’è sulla tastiera e che ti copia tutta la schermata che hai in onda sul computer. In pratica sto andando avanti da mezz’ora a copiare e incollare su paint ogni schermata che cambio. Mi sembra un po’ quando da piccola vedevo alla televisione uno che guardava la televisione e immaginavo che anche in quella televisione c’era qualcuno che guardava la televisione e mi perdevo via così per ore nel regressus ad infinitum.
Comunque, la metaschermata più meta che ho fatto è questa.
Poi, volendo esagerare.

trasferimento interstellare

Soddisfatta è dir poco. Va beh, la base l’ho presa da un sito, però l’ho personalizzata tutta io. Colori, font, eccetera eccetera. Html, eccetera eccetera. E’ circa un mese che ci lavoro (!!). Ho anche scaricato un mese di prova di photoshop e c’ho messo quasi un mese a capire qualche funzioncina. L’immagine è di deviantart, ma la scritta è tutta mia. Quasi.
Il pianeta alieno mi mancherà, devo dirlo.
Però, come disse una volta chi so io, "(quest’estate) ho fatto un po’ di rivoluzioni, ma ogni tanto cambiare prospettiva fa molto bene, dal momento che, come dice protagora, l’uomo è misura di tutte le cose". Non che il template sia una cosa così importante da meritare addirittura protagora, però sono in vena di citazioni.